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Italian HOWTOClaudio CattazzoManuele Rampazzov. 2.0, 2004-11-25 Questo documento, destinato in particolare ai nuovi utenti, si propone di offrire delle informazioni sulla realtà italiana relativa a GNU/Linux e Software Libero. Si propone inoltre come guida introduttiva per i nuovi utenti, per rendere più agevoli i loro primi passi nella comunità italiana degli utilizzatori di GNU/Linux e del Software Libero.
1. IntroduzioneQuesto documento è nato originariamente, nel 1995, per raccogliere informazioni su come italianizzare Linux. Nel corso degli anni però, con l'avvento di sempre nuove distribuzioni GNU/Linux, questo compito si è ridotto a qualche semplice operazione. Per questo, il presente documento ha minimizzato la parte relativa alla localizzazione del sistema, per portare in primo piano un'introduzione alla realtà presente in Italia relativamente a GNU/Linux e Software Libero, dedicata ai nuovi utenti. 1.1. Versioni e formatiLa versione più recente di questo documento è sempre disponibile negli archivi del PLUTO Project (http://www.pluto.it). Sono presenti i seguenti formati:
1.2. Registro delle modifiche
1.3. Autori e ringraziamentiA partire dalla versione 2.0 del 2004-11-25, i curatori dell'Italian HOWTO sono Claudio Cattazzo (http://www.linux.it/~claudio/, <claudio(at)pluto.it>) e Manuele Rampazzo (http://www.linux.it/~manu/, <manu(at)linux.it>). Chiunque desiderasse contribuire al miglioramento del documento può inviare consigli e informazioni utili via e-mail agli autori. I nomi degli eventuali collaboratori verranno elencati in questa sezione. Si desidera ringraziare in maniera particolare Marco Gaiarin (http://www.linux.it/~gaio/, <gaio(at)linux.it>), curatore "storico" del documento, per il notevole contributo dato creando inizialmente l'HOWTO nel 1995 e mantentenendolo per così tanto tempo. 1.4. License (ing)Copyright (C) 2004 Claudio Cattazzo, Manuele Rampazzo This work is free software; you can redistribute it and/or modify it under the terms of the GNU General Public License as published by the Free Software Foundation; either version 2 of the License, or (at your option) any later version. This is distributed in the hope that it will be useful, but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the GNU General Public License for more details. A copy of the GNU General Public License is available on the World Wide Web at http://www.fsf.org/copyleft/gpl.html. You can also obtain it by writing to the Free Software Foundation, Inc., 59 Temple Place, Suite 330, Boston, MA 02111-1307, USA. 1.5. Licenza (ita)Segue la traduzione italiana della licenza; si tenga presente, comunque, che l'unica copia normativa è quella in lingua inglese. Questo lavoro è Software Libero; è lecito redistribuirlo o modificarlo secondo i termini della Licenza Pubblica Generica GNU come è pubblicata dalla Free Software Foundation; o la versione 2 della licenza o (a propria scelta) una versione successiva. È distribuito nella speranza che che sia utile, ma SENZA ALCUNA GARANZIA; senza neppure la garanzia implicita di COMMERCIABILITÀ o APPLICABILITÀ PER UN PARTICOLARE SCOPO. Si veda la Licenza Pubblica Generica GNU per avere maggiori dettagli. Una copia della Licenza Pubblica Generica GNU è disponibile sul World Wide Web presso http://www.fsf.org/copyleft/gpl.html. La si può ottenere anche scrivendo alla Free Software Foundation, Inc., 59 Temple Place, Suite 330, Boston, MA 02111-1307 USA. Una traduzione italiana non ufficiale della Licenza Pubblica Generica GNU è disponibile presso http://www.softwarelibero.it/gnudoc/gpl.it.txt. 2. TerminologiaQuesto documento tratta, seppur in maniera discorsiva e poco tecnica, argomenti inerenti l'informatica. Questa sezione serve a rendere comprensibile a tutti la terminologia utilizzata in questo testo, spiegando che cos'è un sistema operativo, perché è da preferire la dicitura "GNU/Linux" a "Linux" e cose simili. 2.1. Sistema operativoTutto ciò che serve a far funzionare un computer, chiamato in seguito anche elaboratore o calcolatore, può essere diviso in due categorie: hardware e software. L'hardware è l'insieme di tutti i dispositivi fisici (elettronici e meccanici), quindi tangibili, di un elaboratore: tastiera, mouse, monitor, ecc... Il termine software corrisponde invece, in contrapposizione all'hardware, alla parte non tangibile dell'elaboratore utile al suo funzionamento: i programmi. Il sistema operativo è quel programma (o meglio, quell'insieme di programmi) che consente all'utente (l'utilizzatore del computer) di sfruttare l'hardware. 2.2. Software LiberoLa definizione di Software Libero data da Richard M. Stallman, fondatore della Free Software Foundation e del progetto GNU (http://www.gnu.org), si basa su quattro caratteristiche che deve avere il software per poter essere considerato libero:
In inglese, Software Libero è free software. Nonostante il termine inglese "free" abbia il duplice significato di "gratuito" e "libero", in questo contesto significa sempre libero. Per maggiori informazioni in italiano sul Software Libero si può visitare il sito del progetto GNU (http://www.gnu.org) o quello dell'Associazione Software Libero (http://softwarelibero.it). 2.3. Linux? GNU/Linux!In breve, Linux è un sistema operativo. In realtà però, Linux è solo il kernel (o nucleo) del sistema operativo, ossia quella piccola parte che si occupa di tanti compiti fondamentali per il sistema, come il supporto per l'hardware, la gestione della memoria, ecc... Quando si parla del "sistema operativo Linux" si sta quindi parlando in realtà non solo di Linux, ma di GNU/Linux, ossia del kernel Linux corredato di tutte le applicazioni GNU. Ecco perché, per essere precisi, sarebbe da preferire la dicitura GNU/Linux, anche se, solitamente, a meno che non ci si stia riferendo proprio al kernel, parlando di Linux si intende implicitamente GNU/Linux. Si sente spesso parlare di Linux e di Software Libero assieme perché Linux è uno dei maggiori esempi, se non il maggiore, di software libero. 3. Usare il Software Libero in ItaliaCome avviene il primo incontro con il Software Libero? Spesso, un utente sente parlare di questo "nuovo" sistema operativo chiamato Linux da un amico, da qualche collega, leggendo un articolo su qualche rivista del settore o meno o per qualche altra via. Il sistema operativo GNU/Linux è infatti uscito dai circoli ristretti degli esordi, limitati quasi esclusivamente all'ambito accademico e agli utenti avanzati, così italianamente denominati "smanettoni", per diventare un fenomeno in grado di coinvolgere decine di migliaia di persone in ogni ambito (casalingo, lavorativo, educativo), coinvolgendo di fatto una percentuale significativa ed in costante aumento di utenti. 3.1. Il difficile è iniziareUn utente scopre, in qualche modo, l'esistenza del sistema operativo GNU/Linux e, se sufficientemente ardimentoso, decide di provarlo sul proprio computer: può essere spinto a farlo dalla propria curiosità, dall'insoddisfazione per gli strumenti informatici che fino ad allora ha utilizzato, da qualche genere di antipatia nei confronti delle principali case produttrici di software o per qualche altra ragione ancora. Qualunque sia il motivo che lo spinge, se un utente non può disporre del supporto diretto di qualche utilizzatore suo conoscente non può fare a meno di chiedersi da che parte cominciare per provare questo Linux. La principale fonte di informazioni è Internet e questo è particolarmente vero per un sistema operativo nato e cresciuto in strettissimo rapporto con la rete: la ricerca presso un qualsiasi motore di ricerca di semplici frasi come "installare Linux" o "ottenere Linux" restituisce un'enorme quantità di risorse, la cui scrematura sarà il primo difficile passo per il nuovo utente. Un utente che sia riuscito a capire come fare per installare GNU/Linux nel proprio computer e che sia riuscito in qualche modo a procurarselo può quindi compiere il grande passo ed installarlo. L'installazione e la configurazione del sistema operativo non sono però argomenti di competenza di questo documento, ad eccezione della parte relativa alla localizzazione (Cfr. Note sulla localizzazione italiana); per informazioni relative all'installazione di una distribuzione GNU/Linux si rimanda quindi alla numerosa documentazione esistente (Cfr. Documentazione). 3.2. L'incontro con la comunitàIl nuovo utente, che al giorno d'oggi non dovrebbe più incontrare grosse difficoltà nell'installazione e nella configurazione del sistema operativo, si trova di fronte un mondo che per lui è, normalmente, completamente nuovo: l'aspetto è diverso dai sistemi a cui era abituato e numerosi programmi si chiamano in modo diverso. L'enorme semplificazione delle interfacce grafiche avvenuta negli ultimi anni, unita alla disponibilità di un gran numero di programmi come OpenOffice.org (http://www.openoffice.org/) e Mozilla (http://www.mozilla.org/) su sistemi operativi diversi e, ovviamente, alla disponibilità in italiano del software installato dovrebbe, nella maggior parte dei casi, aiutare il nuovo utente a sopravvivere al primo impatto con il nuovo sistema. L'utente che vuole conoscere un po' più del proprio nuovo sistema operativo o che desidera risolvere alcuni problemi a volte banali, ma per lui di difficilissima soluzione a causa della novità del sistema, non ha quindi altra strada che ricercare ulteriori informazioni utilizzando, naturalmente, soprattutto Internet. Diventa facile, a questo punto, imbattersi in qualche area di discussione (Cfr. Aree di discussione pubbliche in lingua italiana), scegliendo frequentemente quella del gruppo di utenti geograficamente più vicino (Cfr. Gruppi di utenti e progetti). A dire il vero, bisogna ammettere che l'incontro con gli altri utilizzatori di GNU/Linux spesso precede l'installazione vera e propria, in virtù della raccolta di buona parte delle informazioni nelle prime ricerche proprio presso le onnipresenti aree di discussione pubbliche dei vari gruppi di utenti e progetti esistenti in Italia. 3.3. Dalla parte del nuovo utenteUn nuovo utente che inizia a frequentare i gruppi di utenti, prima telematicamente e poi, se ve ne sono, durante gli incontri dal vivo, può imparare moltissimo sul sistema che sta iniziando ad utilizzare. Bisogna ammettere che l'approccio con la comunità può a volte essere non lineare: a parte l'elevato livello di litigiosità presente in alcune situazioni nelle varie aree di discussione (difetto legato strettamente alla natura telematica dello strumento), il nuovo utente può a volte subire la scarsa considerazione da parte di un numero per fortuna ridotto di utenti più esperti. Può capitare, infatti, che il nuovo utente riceva come risposta ad una sua domanda un laconico RTFM (Cfr. Gergo e consigli per l'uso), del quale, magari, perfino ignora il significato. Questo atteggiamento refrattario nei confronti nei nuovi utenti, che a volte può confluire anche nell'assenza di facili corsi introduttivi a loro dedicati, è sicuramente dovuto in buona parte al fatto che gli utenti più esperti si sono dovuti formare studiando in profondità la documentazione, soprattutto quella in lingua inglese. Questa loro formazione li rende giustamente avversi a quei nuovi utenti che pretendono la "pappa pronta", come se un'area di discussione pubblica fosse al loro servizio, ma evidentemente li rende qualche volta poco concilianti anche con quegli utenti genuinamente inesperti e che hanno quindi bisogno di essere guidati nei loro primi passi e che magari non dispongono di abbastanza tempo o conoscenze tecniche per usufruire al loro stesso modo della documentazione. A parte questi casi, non numerosi, ma che però possono rendere la fruizione spiacevole per il nuovo utente ancora inesperto, l'interazione con gli altri utenti può risultare davvero gratificante, grazie soprattutto al supporto che la maggior parte degli utenti più esperti sarà lieto di fornire. Con costanza e dedizione, consultando naturalmente la preziosa documentazione esistente, l'utente può gradatamente migliorare le proprie conoscenze sul sistema GNU/Linux, riuscendo a diventare completamente autonomo. 3.4. Iniziare ad aiutare gli altriUna volta fatti i primi passi nel mondo di GNU/Linux, un utente che sia divenuto più esperto e che decida di frequentare costantemente le varie aree di discussione esistenti può trovarsi quindi nella situazione di essere a propria volta in grado di aiutare dei nuovi utenti, fornendo loro i consigli maturati con la propria esperienza, restituendo l'aiuto ricevuto a propria volta nell'arco della propria crescita e contribuendo quindi alla sempre maggiore diffusione di GNU/Linux e del Software Libero. L'utente maturo può poi sicuramente collaborare con il proprio gruppo di utenti e con altre iniziative, italiane e non, partecipando all'organizzazione di eventi, incontri e quant'altro, in quell'ottica collaborativa che è fondamentale nella natura del Software Libero. Un passo ulteriore che l'utente può compiere, se sufficientemente motivato, è quello di intervenire in prima persona al miglioramente del software esistente: non solo programmando o segnalando problemi dei programmi, ma anche partecipando a quei progetti di localizzazione (Cfr. Progetti di localizzazione) che tanto possono fare per aiutare i primi passi dei nuovi, futuri utenti. 3.5. Quanti utenti in Italia?Il nuovo utente potrà aggiungere, se desidera, il proprio nome al Linux Counter (http://counter.li.org/), un servizio che cerca di quantificare l'utilizzo nel mondo del sistema operativo GNU/Linux. È disponibile anche una statistica degli utenti italiani (http://counter.li.org/reports/place.php?place=IT) che, si ricordi, riguarda esclusivamente gli utenti registrati, ovvero una minima parte dell'utenza complessiva. Quanti sono, quindi, gli utenti italiani? Una stima molto rozza si può ottenere applicando al citato elenco di utenti italiani la medesima proporzione usata sul Linux Counter per la stima del numero reale di utenti nel mondo, il che darebbe un risultato di quasi 700.000 utenti italiani! Questo numero, si ricordi, è frutto di una stima molto rozza e la cifra reale potrebbe essere ben diversa, ma è comunque significativo di come in Italia vi siano oggi decine, forse centinaia di migliaia di utenti di GNU/Linux. Un nuovo utente, pertanto, non è solo, ma bensì è partecipe insieme a tantissime altre persone ad una vera e propria rivoluzione dell'informatica che sta avvenendo nel nostro paese così come nel resto del mondo. 4. Gruppi di utenti e progettiIn Italia esistono numerosissimi gruppi, locali e non, di utenti, alcuni esistenti come ritrovi amichevoli di interessati di GNU/Linux e Software Libero, altri definiti come vere e proprie associazioni riconosciute legalmente. Questa sezione del documento si propone di presentare alcuni di questi gruppi. 4.1. LUG e FSUGLUG (acronimo "Linux Users Group", che tradotto significa "Gruppo di Utenti Linux") e FSUG (acronimo di "Free Software Users Group", ossia "Gruppo di Utenti di Software Libero") sono gruppi solitamente locali, ad esempio provinciali o regionali, di utenti che condividono la passione per GNU/Linux e per il Software Libero. Essendo appunto locali, possono con più facilità, rispetto ai gruppi nazionali, organizzare incontri, corsi e altri eventi. Si può affermare senza paura di sbagliare che i gruppi locali costituiscono la vera ossatura della comunità italiana di GNU/Linux e del Software Libero ed è soprattutto grazie al loro diretto coinvolgimento con il territorio di competenza che si può parlare di un supporto diffuso per i nuovi utenti, i quali possono quindi rivolgersi a persone esperte vicine geograficamente, per condividere con loro informazioni, suggerimenti, consigli ed esperienze. Per conoscere il gruppo di utenti più vicino si consiglia di consultare la mappa dei LUG e FSUG italiani (LUGmap) presso http://www.linux.it/LUG/. 4.2. Iniziative nazionali4.2.1. PLUTO ProjectLa più antica iniziativa italiana a supporto del Software Libero, il PLUTO (PLUTO Lumen Utentibus Terrarum Orbis, http://www.pluto.it/), è nata nel 1992 a Padova come LUG, assumendo poi negli anni successivi la caratteristica di progetto nazionale. Alcune tra le principali attività promosse dal PLUTO Project sono: gestione di liste di discussione di vario genere (http://lists.pluto.it), tra cui anche due dedicate alle richieste di assistenza da parte degli utenti; la rivista PLUTO Journal (Cfr. Riviste), liberamente consultabile on-line; l'Italian Linux Documentation Project, per la traduzione in italiano della documentazione; il progetto ReFUN (http://refun.pluto.it), dedicato al ripristino funzionale dei vecchi calcolatori; ecc... 4.2.2. Italian Linux SocietyILS (Italian Linux Society, http://www.linux.it/) è un'associazione senza fini di lucro, con statuto, assemblea, consiglio direttivo e quota associativa, nata nel 1994 per promuovere la diffusione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia. Oltre a supportare attivamente i LUG/FSUG tramite l'offerta di servizi come spazio web e domini di terzo livello .linux.it, ILS promuove numerose altre iniziative, come lo svolgimento del Linux Day (http://linuxday.linux.it/), la giornata nazionale di GNU/Linux e del Software Libero, la distribuzione GNU/Linux knopILS (http://knopils.linux.it/), la diffusione del Software Libero nella scuola (http://scuola.linux.it/) e molte altre. Si può consultare l'elenco delle mailing list messe a disposizione da ILS presso http://lists.linux.it/listinfo/. 4.2.3. Associazione Software LiberoAssoli (Associazione Software Libero, http://softwarelibero.it/) è un'associazione senza fini di lucro e legalmente riconosciuta nata nel novembre del 2000 per contribuire alla diffusione della cultura del Software Libero in Italia. Sul sito di Assoli, oltre a vario materiale informativo sul Software Libero, si trovano i progetti portati avanti dall'associazione, come il Bollino-HOWTO (http://softwarelibero.it/bollino/), un documento che descrive come ottenere l'esenzione del bollino SIAE per la distribuzione di Software Libero. Presso http://softwarelibero.it/liste.shtml è possibile consultare l'elenco delle mailing list di Assoli, tra cui ad esempio la lista "discussioni", dedicata a discussioni generiche, e la lista "diritto", dedicata agli aspetti legali relativi al Software Libero. Assoli ha anche il canale IRC #assoli sul server irc.freenode.net (accesso consigliato dall'Italia dal server calvino.freenode.net). 4.3. Iniziative europeeCon il procedere dell'integrazione europea, per l'importanza via via maggiore che acquistano le istituzioni dell'Unione Europea e per il peso che le scelte dell'Unione possono avere anche per il Software Libero, diventa corretto inquadrare la situazione dell'Italia nell'ambito europeo. 4.3.1. Free Software Foundation EuropeLa Free Software Foundation Europe (http://fsfeurope.org/) è nata nel marzo del 2001 per supportare il Software Libero in Europa come la Free Software Foundation fa nei paesi di sua competenza. L'elenco delle mailing list di FSFEurope, che comprende, tra le altre, liste di annunci e di discussione generica, può essere consultato presso http://mail.fsfeurope.org/mailman/listinfo/. FSFEurope ha anche un canale IRC (#fsfeurope) a cui è possibile accedere connettendosi al server IRC freenode (dall'Italia si consiglia di utilizzare il server calvino.freenode.net). 4.3.2. Foundation for a Free Information InfrastructureLa FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure, ovvero Fondazione per una Libera Infrastruttura dell'Informazione, http://www.ffii.org/) è un'associazione non profit attiva a livello europeo per la tutela e la diffusione delle libertà informatiche. L'iniziativa più nota è la campagna contro la brevettabilità del software (http://swpat.ffii.org/), tema di fondamentale importanza per il futuro sviluppo di GNU/Linux e del Software Libero. 4.4. Altre iniziativeLa comunità si è progressivamente aperta a temi non puramente informatici, ma sempre connessi alla libertà di espressione, alla condivisione del sapere ed al progresso sociale, avviando quindi numerose iniziative che possono essere considerate come un'evoluzione rispetto ad un approccio esclusivamente tecnico. Di seguito è proposta una breve, incompleta lista di queste iniziative, italiane o semplicemente di interesse per l'utente italiano.
5. Aree di discussione pubbliche in lingua italianaIl mezzo preferenziale per le comunicazioni tra gli utenti del Software Libero è, in Italia come nel resto del mondo, Internet: per questo sono sorte numerosissime aree di discussione in cui fare annunci, richiedere assistenza tecnica, organizzare attività, ecc... Spesso un nuovo utente può rimanere sconcertato dalla varietà di aree di discussione esistenti e dall'enorme quantità di messaggi che vengono inviati. Può, inoltre, incorrere a volte nelle ire degli iscritti più esperti qualora utilizzasse impropriamente, nella forma come nella sostanza, il mezzo di comunicazione. Risultano quindi necessari dei consigli di massima, ovvi per gli utenti più esperti, ma che possono costituire un'assoluta novità per i nuovi utenti. 5.1. Gergo e consigli per l'usoCon l'evolversi della rete e dello scambio di messaggi per mezzo di posta elettronica, IRC e in generale per via telematica, sono nate delle espressioni, nella maggior parte dei casi in inglese, come termini gergali e acronimi, che possono risultare incomprensibili a chi è nuovo di questo ambiente. Alcune di queste sono spiegate di seguito.
Si ricorda, infine, che il rispetto della netiquette, ovvero del codice di comportamento nelle comunicazioni telematiche, è particolarmente gradito nella comunità di GNU/Linux e del Software Libero: si consiglia pertanto al nuovo utente d'imparare le poche, semplici regole della netiquette al più presto. Alcune sono semplicemente quelle dettate dal buon senso: evitare di inviare messaggi fuori tema, evitare espressioni che potrebbero essere offensive, evitare di creare litigi, evitare di scrivere tutto in maiuscolo, ecc... 5.2. Liste via posta elettronicaDi seguito viene presentato un elenco di alcune liste via posta elettronica (chiamate più spesso mailing list) in lingua italiana divise per categoria. Oltre a queste, può essere utile iscriversi alle mailing list del gruppo di utenti più vicino (Cfr. LUG e FSUG). 5.2.1. Liste di annunci
5.2.2. Liste di discussione
5.2.3. Liste di assistenza
5.3. NewsgroupIn lingua italiana esistono numerosi newsgroup dedicati a discussioni su Linux. Alcuni di essi sono:
5.4. Canali IRCTutti i seguenti canali IRC sono accessibili sui server freenode; dall'Italia si consiglia di utilizzare il server calvino.freenode.net (calkins.freenode.net per IPv6).
6. DocumentazioneIl più tipico dei consigli che un nuovo utente si sente rivolgere quando pone una domanda in un'area di discussione pubblica è di leggersi la documentazione, consiglio a volte espresso nel poco amichevole RTFM (Cfr. Gergo e consigli per l'uso). Questa sezione viene incontro ai nuovi utenti, proponendo loro un elenco di documentazione usufruibile liberamente. 6.1. Documentazione disponibile sul proprio sistemaIl luogo più comodo dove ricercare documentazione, ma forse proprio per questo meno ovvio e quindi spesso ignorato, è il proprio sistema.
6.2. Documentazione reperibile onlineDi seguito un breve elenco di documentazione in italiano presente su Internet la cui fruizione è assolutamente libera e caldamente consigliata per tutti i nuovi utenti.
6.3. LibriL'offerta di libri ed altre pubblicazioni che abbiano come oggetto GNU/Linux ed altro Software Libero è in costante aumento e può essere considerata un'indice della sempre maggiore diffusione del Software Libero nella società. Quando GNU/Linux e l'altro software di interesse per questo HOWTO erano utilizzati solo da "smanettoni" la documentazione reperibile in libreria era alquanto scarsa e spesso di taglio prettamente tecnico. Al giorno d'oggi, invece, è notevole la quantità di libri disponibili sugli scaffali delle librerie. L'utente che desideri un supporto cartaceo su cui studiare compirà ovviamente la propria scelta autonomamente, sfogliando il libro prescelto prima dell'acquisto, consultando all'occorrenza amici e conoscenti e così via: gli autori del presente documento non desiderano influenzare in alcun modo l'acquisto, se non consigliando all'utente di prendere in particolare considerazione i libri scritti da alcuni membri della comunità italiana del Software Libero. 6.4. RivisteLe riviste, cartacee o telematiche, sono un prezioso supporto per gli utenti, in quanto permettono di aggiornarsi e di conoscere nuovi argomenti, filtrando a monte una consistente parte della varietà del mondo del Software Libero e selezionando gli spunti più significativi. 6.4.1. Riviste cartaceeAlcune riviste cartacee sono state un elemento particolarmente importante per la diffusione, alla fine degli anni '90, del sistema GNU/Linux, grazie in particolare ai CD-ROM di varie distribuzioni frequentemente allegati. Bisogna ricordare come a quell'epoca le linee veloci non erano diffuse, quindi per la maggior parte dei possibili utenti il download delle immagini ISO dei CD-ROM da Internet sarebbe stato impossibile o quasi. Ovviamente, non può essere dimenticato il ruolo importante della documentazione, degli esempi e dei "tips & tricks" contenuti nelle riviste, che hanno potuto dare il loro contributo importante alla formazione degli utenti di GNU/Linux di quel periodo. Oggi, con la maggior disponibilità di linee veloci e con la diffusione capillare di gruppi di utenti praticamente in ogni angolo d'Italia (Cfr. LUG e FSUG), il ruolo delle riviste cartacee nella diffusione di GNU/Linux ha perso importanza, ma può ancora costituire per alcuni una valida alternativa alla ricerca di documentazione su Internet. Per non far torto a nessuno, non sono qui proposti dei nomi: un utente può quindi farsi la propria opinione in autonomia recandosi alla propria edicola di fiducia e scegliendo la rivista che preferisce, ovviamente privilegiando quelle riviste che sanno mantenersi coerenti ai loro propositi di diffusione di GNU/Linux e del Software Libero. 6.4.2. Riviste telematicheOltre alle riviste acquistabili in edicola, esistono in rete delle riviste liberamente consultabili.
7. Note sulla localizzazione italianaAd oggi, tutte le maggiori distribuzioni GNU/Linux permettono un facile utilizzo della tastiera italiana (a volte con la possibilità di scegliere tra diverse tipologie), ma non solo: numerosi programmi sono infatti proposti anche in versione italiana. Qui di seguito verrà brevemente analizzata la situazione dal punto di vista tecnico. Verrà inoltre indicato come gestire la localizzazione nella distribuzione Debian: gli autori saranno lieti di includere nelle prossime edizioni del presente HOWTO gli esempi per altre distribuzioni che verranno loro inviati. 7.1. La localizzazione nelle principali distribuzioni GNU/LinuxOgni distribuzione propone dei propri strumenti per la gestione della localizzazione. Si ricordi che il codice ISO relativo all'Italia è it_IT (it_CH per la svizzera italiana), nelle sue varianti a seconda della codifica di caratteri scelta: attualmente la scelta migliore come codifica sembra essere la ISO-8859-15 (utilizzata come esempio nel paragrafo successivo e riconoscibile per la stringa @euro), variante comprendente il supporto per l'euro della codifica ISO-8859-1 largamente diffusa nelle lingue occidentali, ma in futuro si assisterà progressivamente all'affermarsi della codifica UTF-8. Qualunque sia la distribuzione utilizzata, si può verificare la localizzazione con il comando "locale", che dovrebbe visualizzare qualcosa di simile a ciò che segue:
Qualora ciò non avvenga e si siano seguiti i passi di seguito descritti, può essere necessario chiudere e quindi riaprire la sessione di lavoro. Invece, per collaudare la localizzazione italiana senza compiere modifiche permanenti al sistema, è sufficiente il comando "export LANG=it_IT@euro" dato in una console; un programma con un adeguato supporto alla localizzazione italiana avviato dalla medesima console dovrebbe a questo punto "parlare" italiano (ed essere anche in grado di visualizzare correttamente il simbolo dell'euro). 7.1.1. Debian GNU/LinuxÈ possibile impostare la corretta localizzazione italiana in Debian GNU/Linux già in fase di installazione, scegliendo dai menu che vengono via via proposti la tipologia di tastiera, la lingua predefinita per il sistema, ecc. Per riconfigurare all'occorrenza il sistema successivamente all'installazione, si può ricorrere al comando "dpkg-reconfigure locales", che proporrà successivamente le varie localizzazioni con le opportune codifiche (l'utente italiano sceglierà quelle relative ad it_IT) e la selezione della localizzazione predefinita. È anche possibile modificare direttamente il file /etc/locale.gen scrivendovi quali localizzazioni devono essere presenti nel sistema, eseguendo successivamente il comando "locale-gen" e modificando infine il file /etc/environment per impostarvi la localizzazione scelta come predefinita per il sistema. Per poter utilizzare il simbolo dell'euro in ambiente grafico è inoltre necessario installare i pacchetti xfonts-base-transcoded, xfonts-75dpi-transcoded e xfonts-100dpi-transcoded, in aggiunta a quelli installati normalmente. Si ricorda infine che in numerosi programmi è già integrata la localizzazione italiana, mentre per altri, i più grossi in particolare, è necessario installare i relativi pacchetti, come ad esempio openoffice.org-l10n-it per OpenOffice.org; il comando "apt-cache search italian" risulterà senza dubbio importante per delineare quali pacchetti aggiuntivi devono essere scaricati per rendere "italiani" i programmi utilizzati. 7.2. Progetti di localizzazioneNonostante gli sforzi consistenti della comunità per tradurre in italiano quanto più software possibile, ancora molto rimane da fare e numerosi programmi non dispongono di una localizzazione italiana. Per ovviare a questo e per condividere un po' del proprio tempo a favore del progresso sociale, un utente volenteroso può partecipare ai numerosi progetti di localizzazione italiana esistenti. Analogamente, è possibile collaborare alla traduzione di documentazione tecnica su GNU/Linux e Software Libero, attività in grado di rendere meno complicato l'apprendimento ai nuovi utenti italiani, che spesso conoscono solo parzialmente (o per niente) la lingua inglese. Segue una lista di alcuni tra i più importanti progetti italiani di localizzazione.
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